Non vado orgoglioso di nulla
che collocarsi è cosa improbabile.
Nel ragionevole condominio del finito
procedo verso un assurdo infinito
evitando, se posso,
condòmini ed assemblee.
Tutta la scienza psichiatrica
andrebbe ricusata
per una motivazione tanto semplice quanto fondamentale:
Non aver avuto il coraggio di capire
che la noia è indolore.
Le cause andrebbero cercate altrove.
ma il discorso sarebbe lungo e io m'annoio...
Tanti piccoli recettori
di segnali illusori, trasparenti,
“quel che è, è come lo pensi”.
Tanti piccoli recettori di segnali promettenti
impermeabili ai sensi e
per doverosa lealtà
ignoranti.
Immagino da sempre i pregiudizi
come certezze dondolanti,
ma i fulmini di maggio si scagliano
con forza su nuvole di dubbi.
Vittima e ostaggio d'un meteorologo scadente e distratto,
attendo, in un bar, che noia si plachi.
Il sistema immunitario
può contare su di un 22/24 per cento,
d'inerzia costruttiva.
Scovato il rimedio
per il reflusso esofageo,
abbiamo ancora qualche carta.
Evviva.
L'uomo senza nuvole
(Non ha il terrore d'accumulare)
Nei minuscoli puntini che popolano la cravatta, un’ombra, un ricordo del pasto veloce, andrà via, tutto ha una soluzione, qualunque essa sia. Senza eccesso d’ottimismo s’affretta a metter via le carte d’una ennesima riunione di lavoro. Andrà come deve andare. Andrà.
Al termine della giornatainnumerevoli componimenti si contano in agenda.
Compone numeri di telefono come poesie, ogni tasto è un verso da giocarsi al termine della composizione. Alla risposta, ogni componimento recita un’improvvisa strategia che pesa l’alfabeto, i sorrisi e le risate. Eppure non pesa nulla, l’agenda è leggera e lo sarà sempre.
Non pesano i numeri, non devono farlo.
Non deve esserci alcun bisogno di pensare, è una cosa sin troppo semplice.
Non deve esserci alcun bisogno di pesare e di riflettere, ma maggiormente d’accumulare. Nessun bisogno. Accumulare nel circuito delle astrazioni è una totale assurdità comprensibile anche a un bambino. Senza eccesso d’ottimismo s’affretta a metter via la borsa in pelle, sul sedile posteriore.
Ha innato il dono d'una percezione calibrata perfettamente su questo vivere sociale.
Uomo senza nuvole
post scriptum:
impaginata di nuovo perchè non si pensi ad una poesia, questo è un racconto, poche righe, ma è un racconto, e pure terribile.
C'è un ballerino malato di protagonismo
che impedisce ai miei occhi di conoscerti meglio,
passa e passa davanti ancora,
Ma sento che presto si fratturerà un arto
uno qualsiasi.
Amore mio.
Vivo in un paese che adora parcheggiare in doppia fila.
Si parcheggia un pensiero avanti l'altro
perchè la merda non emerga.
E un vaffanculo non somiglia affatto ad un clacson.
Sono fastidi non paragonabili.
Girovagare.
Pieni di lividi, sapore di spigoli
portati all'estremo.
Girovagare.
In un nulla indisposto e indisponente.
Natural mente,
girovagare e copulare con la rabbia sorridendo.
Che, tanto, il male se si incontra è girovagando.
Settembre: come ogni anno la realtà
rinnova il suo Consiglio di Amministrazione.
Ed ecco stasi, ottimismo, inconcludenza, movimento,
ed altre condizioni, presenti e disperate a litigarsi le poltrone.
(Ottobre: commissariamento e dispersione comunque vada, presumo.)
E poi ti trovi seduto
su di una sedia in plastica,
di quelle da bar d'estate,
senza fiato.
Ti senti in debito d'odio
e maledici quel che avevi
già capito.
(non leggete la casta di Rizzo- Stella e chevvelodicoaffà evitate i siti tra i miei preferiti signoraggio; luogocomune; comedonchisciotte;
e mi fermo perchè son cose che mi fan dormire,
ma non mi fan partecipare alle ore di veglia che
son troppi i pensieri che girano per ascoltar le stronzate del quotidiano.)
Prendi una donna molto ricca,
stuprala, poi sposala.
Dichiarala incapace di intendere e di volere,
separati da lei
e amministra i suoi beni.
E’ nato, dunque, il partito democratico.
Ultima violenza all’inutile linguaggio della politica.
(saluti democrazia è stato bello (è stato?) e non parlo più, non parlo…)